La grande famiglia dell’Unitalsi

La bimba ucraina ricoverata al Gaslini con una grave forma tumorale ha commosso tanti lettori, ma il suo caso umano è più complesso di quanto sembrasse all’inizio. Ce lo ricorda la presidente genovese dell’Unitalsi, Francesca Faruffini, che guida la straodinaria associazione di volontari che aiuta le famiglie in difficoltà. «La famiglia bisognosa ci è stata segnalata dalle assistenti sanitarie dell’ospedale Gaslini e, come fatto per tante altre famiglie che versano nelle medesime condizioni, è stata accolta nella nostra casa, gratuitamente, dal 25 settembre 2008 – spiega la presidente -.

Questa famiglia, alla quale abbiamo pagato noi la quota associativa e per la quale abbiamo ricevuto un aiuto economico dalle assistenti sanitarie del Gaslini, doveva ovviamente rispettare le regole di convivenza e di pulizia proprie della casa. Purtroppo questo non è mai avvenuto e, nonostante le nostre continue raccomandazioni, anche con l’ausilio di interpreti e persone della comunità estera stabiliti a Genova da lungo tempo, la famiglia non si è comportata secondo quanto richiesto». Continua la presidente: «Al papà che ora lavora (grazie al prezioso ed eccezionale aiuto delle assistenti sanitarie ha ottenuto il permesso di soggiorno) è stato da noi chiesto di trovarsi un’altra sistemazione in quanto non possiamo più tenerlo nella nostra casa, assolutamente non perché non paga – noi chiediamo solo un’offerta se uno la può dare – ma per il continuo comportamento scorretto e verbalmente violento nei confronti degli altri ospiti; tale comportamento ha fatto sì che nessuna famiglia da due mesi vuole più condividere la stessa casa». L’Unitalsi è nata da un miracolo compiuto nella grotta di Loaurdes nel 1903, e proprio andando a Lourdes a servizio dei malati, disabili e soli è nato il Progetto Bambini per accogliere tutte quelle famiglie che affrontano il grande disagio e la grande sofferenza di abbandonare il loro paese e la loro casa per cercare una via di guarigione per il proprio figlio malato. «Con lo spirito di essere famiglia e casa per quelle famiglie che hanno lasciato la loro, e con lo spirito di autentica carità cristiana noi a Genova da due anni lavoriamo per quel Cristo che soffre nel corpo dei bimbi e dei loro genitori». Ogni giorno involontari e le volontarie Unitalsi si prodigano per aiutare gratuitamente decine di famiglie in difficoltà, come hanno fatto e stanno facendo per la famiglia ucraina.



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