PELLEGRINAGGIO MILITARE: LOURDES, UN’ESPERIENZA DI “PACE”

“Lourdes è un posto di pace, e ancora una volta abbiamo sperimentato con il pellegrinaggio militare internazionale come la pace si possa realizzare concretamente fra le forze armate di diverse nazioni”. A tracciare al SIR un bilancio del 51° Pellegrinaggio militare internazionale, che si è concluso ieri pomeriggio nella città mariana, è p. Blaise Rebotier, cappellano militare e direttore dell’evento che ha visto la partecipazione di oltre 13.000 esponenti di differenti corpi militari. “Più nazioni, un solo popolo di Dio” il tema scelto per quest’edizione: un’unità, sottolinea p. Rebotier, “che abbiamo percepito ancora più fortemente con il messaggio che ci ha inviato il Santo Padre e i segni visibili del suo pellegrinaggio qui, lo scorso anno”. Secondo il direttore del pellegrinaggio “Lourdes ha un ruolo importante nella storia di pace dell’Europa contemporanea”: tra i segni concreti della pace e dell’unità che qui si costruiscono, la presenza fianco a fianco di eserciti ancora in tempi recenti su opposti fronti, come quello croato e quello bosniaco. Entrambi sono stati presenti con una loro delegazione: terza per numero di componenti quella croata, mentre la Bosnia Erzegovina è presenta con una limitata, seppur significativa, rappresentanza.

“Ma lo scorso anno i bosniaci non avevano una loro struttura – spiega p. Rebotier – così i croati hanno offerto la loro ai «nemici di ieri» e sono venuti insieme a pregare, segno di una pace radicata nella fede” e in Maria, “presenza di amore e tenerezza”. Ancora una volta, Lourdes ha risposto con calore all’“invasione” di militari. Difatti, precisa il sacerdote, “questo pellegrinaggio è differente dagli altri, i quali si vivono soprattutto all’interno dell’area sacra; questo, invece, coinvolge tutta la città ed è particolarmente amato da chi vive qui, anche dai non credenti”. È un’occasione, prosegue il cappellano, “in cui si sperimenta una vitalità e una vivacità uniche, con tanti giovani che affollano le strade, in qualche modo paragonabile alle giornate mondiali della gioventù: si fa esperienza di una porzione di Chiesa, quella militare, che è dinamica e vitale”. Una testimonianza di fede che si accompagna “ad un impegno quotidiano fatto di servizio e disponibilità nei confronti della gente”.


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