Un pezzo di Lourdes a Password

Torna il grande approfondimento giornalistico di Retequattro. Dopo l’edizione dello scorso anno, che ha conquistato il favore del pubblico ma anche quello della critica, aggiudicandosi riconoscimenti importanti come il “Premio Ilaria Alpi” (con il reportage “Morire per vivere” di Alfredo Macchi) e il “Premio Luchetta” (a Gaetano Nicois, per il servizio “Vitra a Scampia”), riparte infatti stasera, a mezzanotte e quaranta, “Password – Il mondo in casa”, il settimanale di cronaca e attualità diretto e condotto da Emilio Fede.

Formula vincente non si cambia: anche quest’anno, dunque, il programma scaverà nell’attualità con grandi inchieste e approfondimenti non solo sui grandi avvenimenti della cronaca ma anche su quelli più piccoli, storie di ordinaria quotidianità che possono essere spunto per affrontare problemi di carattere generale, senza dimenticare naturalmente il fatto della settimana e spazi dedicati al costume: due ore di informazione a tutto tondo per raccontare la realtà italiana dando voce ai disagi, commentando le situazioni critiche e proponendo interrogativi ai telespettatori, avido di poter ascoltare una voce in più, in un orario nel quale – tra l’altro – non esistono programmi analoghi.

Si parte subito con temi di grande interesse e servizi esclusivi: nella puntata di stasera Fede intervisterà Renato Vallanzasca, il bel René che negli anni ’70 terrorizzò Milano e provincia come autore di rapine, omicidi e sequestri con la banda della Comasina, condannato a ben quattro ergastoli e ora in regime di sospensione temporanea della pena – nonostante la grazia negata – per motivi di salute, che racconterà la sua vita disperata.

Un’inviata del Tg4 farà poi conoscere l’attività dei “baschi rossi” dell’Aspromonte, il gruppo militare specializzato nella ricerca dei latitanti della ‘ndrangheta che si nascondono nella regione montuosa della Calabria, un altro descriverà la giornata di un “vu cunprà” a Milano dopo essersi calato lui stesso nei panni di un mendicante lavavetri, il figlio dell’ultimo direttore del carcere di Santo Stefano, al largo dell’isola di Ventotene, ricorderà i tentativi del padre di riportare umanità in un posto dove i detenuti venivano spesso torturati. E, ancora, si tornerà tra la gente di Giampilieri, devastata dalla violenta alluvione che ha portato morte e distruzione, si descriveranno gli stenti degli extracomunitari senza permesso di soggiorno che lavorano i campi di pomodoro in Puglia e si conosceranno le storie di alcuni credenti in pellegrinaggio a Lourdes.


One Comment on “Un pezzo di Lourdes a Password”

  1. Krizia scrive:

    Mi sono persa l’intervista ma uffa


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